Cosa contiene il mangime per animali domestici?

L'industria che produce il mangime per animali domestici, carnivori per natura, ritiene che i cereali, adatti agli erbivori, siano l'ingrediente più importante. La carne è presente in quantità irrisorie!

Tante confezioni con colori, immagini e slogan accattivanti catturano quotidianamente la tua attenzione. La prima impressione che si riceve osservando le confezioni di mangime per animali domestici è quasi sempre quella di un prodotto appetitoso, invitante, gradevole, nutriente e possibilmente sano. Hai mai letto attentamente l’etichetta? Hai mai voluto approfondire la vera natura di certi ingredienti scritti con termini o sigle incomprensibili? Bene, premesso che non siamo veterinari o esperti in alimentazione, in qualità di consumatori attenti a ciò che aquistiamo, cercheremo di fare un minimo di chiarezza.

ingredienti del mangime per animali domesticiEsempio di come vengono riportate le dichiarazioni sul contenuto del mangime per animali domestici nei prodotti di origine industriale.

Entrare nel merito specifico di ogni singolo ingrediente è quasi impossibile. Le quantità, per esempio, non si possono individuare in modo preciso. Sappiamo che la lista degli ingredienti viene indicata in ordine decrescente riferito alla quantità: prima vengono indicati gli alimenti con le quantità più alte, seguite man mano da quelli con le quantità più basse. Con questa informazione puoi già farti un’idea precisa dell’ingrediente principale che compone il prodotto che acquisti. In buona sostanza traspare evidente che per il tuo animale domestico, carnivoro per natura, l’industria ha pensato che le granaglie, ideali per un animale erbivoro, siano l’ingrediente più importante! La carne, nella maggior parte delle “ricette”, passa decisamente in secondo piano. Oltre a questo, è però importante saper riconoscere i fattori principali di rischio che possono provocare danni alla salute del tuo cane o del tuo gatto.

Qui ti elenchiamo le caratteristiche più importanti:

Contenuto di carne ampiamente insufficiente

Genralmente contengono un tenore minimo del 4% (8%), ad esempio di carne bovina. Questo significa che il mangime contiene effettivamente solo quella percentuale. La legge tedesca sui generi alimentari, per esempio, permette inoltre di includere in questo valore: pelle, grasso, lana, zoccolo, unghione, corno, sangue, piuma, rifiuti di macellazione, secrezione delle ghiandole, ormoni dalla sacca delle acque, cervello, polmone, rene, ossa, come pure tutto questo trasformato sotto forma di farina animale.

Conseguenze: malnutrizione dovuta alla carenza di carne in quantità sufficienti (l’ufficio federale di veterinaria indica un tenore di almeno 2/3 del pasto, meglio se 3/4) e al conseguente mancato apporto di sali minerali, vitamine e proteine necessari al mantenimento della salute del cane e del gatto. La sostituzione della carne con i cereali, tra gli altri, provoca problemi cronici all’apparato digerente.

Proteine gregge inappropriate

Alto contenuto di proteine VEGETALI dovuto allo scarso contenuto di carne. Ricordiamo che le proteine vegetali sono utilizzabili dall’organismo solo nella misura del 20-35% (il resto potrebbe venir assimilato male generando depositi negli organi vitali), al contrario di quelle animali contenute nella carne che possono raggiungere il 70-90%!

Conseguenze: Nel medio termine l’animale viene portato a soffrire di patologie ai reni, intestino, fegato e pancreas. Nel breve termine si può notare opacità e ruvidità come pure, nei casi più estremi, la perdita del pelo.

Riempitivi

Sovente viene utilizzata la farina di soia che si rivela problematica per la sua capacità di scatenare allergie e intolleranze alimentari. Altri riempitivi sono costituiti da quelli che normalmente vengono considerati scarti, come per esempio quelli citati nella sezione “contenuto di carne”. Tra gli altri, occorre sapere che dei cereali non viene utilizzato solamente il chicco, ma anche tutto il resto della pianta. Lo stelo e l’involucro che ricopre il chicco contengono tossine che derivano dall’irrigazione di pesticidi durante la coltivazione.

Conseguenze: Allergie e intolleranze alimentari. Anche se non si manifestano durante la vita di un animale, le stesse possono scatenarsi sulle sue generazioni future (gli allevatori dovrebbero quindi prestare la massima attenzione!). Coliti (infiammazioni del colon).

Conservanti

La legge permette di indicare unicamente la dicitura “antiossidanti”, senza specificarne la natura. Fonti attendibili che hanno operato nell’industria che produce mangime per animali domestici, confermano l’utilizzo esteso dei conservanti chimici: BHA (Butilidrossianisolo, E320), BHT (Butilidrossitoluene, E321) e Ethoxyquin (E324: quest’ultima utilizzata persino nella produzione di pesticidi!). Problemi generati: eliminano i batteri (compresi quelli intestinali), sterilizzazione (distruggono le sostanze nutritive, soprattutto le vitamine naturali), zucchero.

Conseguenze: Problemi del tratto urinario (ostruzioni, cristalli e calcoli).

Vitamine sintetiche

Aggiunta di vitamine ad alto dosaggio! Dal momento che gli ingredienti sono indicati in mg o IE/IU (unità internazionale), ad esempio: Vitamina E 15000 IE/kg, abbiamo la certezza che sono sempre vitamine sintetiche.

Conseguenze: Al contrario delle vitamine naturali che sono presenti nelle materie prime e che non possono essere quantificate con le stesse unità di misura, le vitamine sintetiche sono realizzate chimicamente e possono scatenare allergie, oltre a favorire malattie dismetaboliche.

Additivi EU

Nelle normative EU sono ammessi gli antiossidanti chimici, BHA, BHT, etossichina, emulsionanti, stabilizzante, aromatizzanti (esaltatori di sapidità, glutammato monosodico) e coloranti chimici come intensificatori di appetibilità.

Conseguenze: Oltre a quelle già citate nel paragrafo delle vitamine sintetiche, gli additivi contribuiscono a generare l’obesità, dovuta ad un gene che viene stimolato ad abbassare il senso di sazietà generando un ossessivo bisogno continuo di nutrirsi (cani e gatti che chiedono in continuazione cibo).

Umidità carente

Costituisce un grande problema nell’alimentazione con il mangime secco che ne contiene il 4-8%. Contrariamente all’opinione corrente, i cani e i gatti NON sono in grado di compensare tale carenza di umidità del mangime, bevendo acqua.

Conseguenze: Gli animali domestici sono frequentemente soggetti a nefropatie.

Umidità aggiunta

Per il cibo umido in scatola o bustine, il tenore di umidità raggiunge l’80%. Tuttavia occorre considerare che nel processo produttivo, tale apporto è costituito dall’aggiunta di acqua. Per fare i bocconcini, per esempio, vengono utilizzati ingredienti sotto forma di farina che sono impastati con l’apporto di acqua. Il valore nutritivo risulta qualitativamente compromesso, rispetto all’apporto di sostanze che invece si ritrovano nell’umidità di un ingrediente originario (p.es. il pezzo di carne fresco).

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Scritto da Animalisani.ch