Per le multinazionali il pet food è solo un grande affare!

Nestlé e Mars: i mangimi per animali domestici sono solo un grande affare!

Dominano il mercato e producono cibo pronto per cani e gatti che stimola la fame, additivi compresi.

Al giorno d’oggi, in ogni supermercato, in tutti i discount, nei negozi per animali, nelle drogherie e persino dai veterinari, il cibo per animali domestici trova sempre il suo posto sugli scaffali. È un segno tangibile che con il pet food si possono fare buoni affari, persino nei commerci a buon mercato quali Aldi, Lidl o Otto’s. Anche i produttori del settore alimentare hanno da tempo realizzato che il cibo per i cani e gatti è un business molto redditizio. Nestlé e Mars, leader mondiali nella produzione di cibo pronto per le persone, lo sono diventati anche nel settore dei fast food per gli animali domestici con prodotti quali Pedigree, Royal Canin, Purina & Co. Il solo acquisto del marchio Royal Canin, da parte dell’inventore della barretta di cioccolato Mars, è costato la bellezza di 1,5 miliardi di dollari. Questo è stato di gran lunga il più grande investimento consolidato fino ad oggi. Solo con il cibo e gli accessori, l’industria genera un fatturato mondiale di oltre 50 miliari di Euro all’anno, in continuo aumento.

Il fattore economico degli animali domestici

Anche la Pfizer ha una propria divisione di medicina veterinaria. È stata portata sul mercato azionario sotto il nome di Zoetis. La tedesca Zooplus AG si descrive come il rivenditore online leader per prodotti per animali.

In breve: cibo, forniture e servizi per animali da compagnia sono un robusto mercato in crescita a livello mondiale.

Anche in Germania, cani, gatti, uccelli e altri animali domestici contribuiscono in modo significativo al prodotto interno lordo; da solo, il mercato del cibo per animali e accessori, nel 2011 ha realizzato un fatturato di 3,78 miliardi di Euro. L’imposta sul cane ha generato entrate fiscali per 275 milioni di Euro.

Pet food un grande affare!

Il numero di veterinari per gli animali domestici in Germania è salito a 5’751. Con esso, nel mercato globale, la percentuale di farmaci per animali da compagnia (questi includono tutti i cani, gatti, piccoli animali e cavalli in Germania) è aumentato del 44% dal 2003.

Secondo uno studio, ogni anno viene generato un fatturato totale di cinque miliardi di Euro solo per l’addestramento dei cani. Queste entrate sono distribuite su molti settori. In alcuni di essi, i legami economici risultano particolarmente chiari, per esempio con il cane. Sono formati da interazioni con industrie come il settore assicurativo, forniture per la casa, il settore alberghiero o il settore sanitario. Pertanto, il totale dei benefici economici complessivi si stabilisce addirittura più in alto.

Che sia San Bernardo, Pastore Tedesco, Alano, Bassotto o Doberman, gli esperti stimano l’esistenza di circa 400 razze canine. Il cane domestico, situato appena dietro ai gatti quale animale più popolare tra i tedeschi, discende dal lupo e ha mantenuto il suo forte senso dell’olfatto. Sensibile è anche l’udito, tuttavia la vista non è nitida come quella degli esseri umani. I cani sono considerati i più antichi animali domestici. Sono stati sepolti con le persone persino migliaia di anni fa.

Secondo i dati dell’associazione industriale del settore degli animali domestici, nelle famiglie tedesche vivono oggi circa 5,4 milioni di cani. Non soltanto come compagni fedeli, ma anche come importante fattore economico.

Nestlé, l'azienda che considera l'acqua della terra come una sua proprietà, ha scoperto il business con gli animali.

L’amore per gli amici a 4 zampe fa scampanellare anche le casse del gruppo Nestlé in Svizzera. Nell’esercizio del 2012 il fatturato è aumentato del 10% con le marche Gourmet, Felix e Purina. Per sua stessa ammissione, Nestlé ha scalato il mercato del pet-food austriaco fino a raggiungere la quota del 15% – il leader del mercato Mars con le sue marche Whiskas, Sheba, Pedigree o Kitekat non ha tuttavia ancora raggiunto il settore.

Nestlé

Per Nestlé, i prodotti per animali domestici sono un fattore di crescita globale guidato dalla categoria premium, in particolare Felix, Gourmet, Purina Pro Plan e ONE.

Tra i prodotti più acquistati ci sono stati anche “Friskies Tasty Treasures” per gatti e “Beneful Fiesta” per cani.

Nestlé ha guadagnato particolarmente bene con la produzione di cibo per gatti. In questo settore, secondo il direttore marketing Lorena Manoso-Muzac, la quota di mercato è aumentata in un anno dal 18% al 20%. In generale, i gatti sono considerati “animali di tendenza per la crescita delle vendite”. Da animali addomesticati si sono evoluti in membri a pieno titolo della famiglia. Vengono tosati dagli stilisti, ottengono numerosi giocattoli, vengono portati alla prova acustica e hanno problemi digestivi.

Quello che non appartiene a Nestlé, è di Mars. Il resto non domina il mercato!

Fino al 1 settembre 2007 sono stati rinominati filiali europee sotto il nome di Masterfoods. Prima del cambio di nome in Mars, il settore del cibo per animali si chiamava “Effem”, secondo le iniziali del fondatore Frank Mars.

MARS

  • Cibo per animali: Cesar, Chappi, Dreamies, Frolic, Greenies, James Wellbeloved, Kitekat, Loyal, Nutro, Pedigree, Perfect Fit, Royal Canin, Sheba, Trill, Whiskas, Winergy;
  • Igiene degli animali: Banfield Pet Hospital, Catsan, Natusan, Thomas.

Cos'è il mangime per animali domestici, effettivamente?

Dopo lo scandalo della BSE (morbo della mucca pazza), i rifiuti sono stati suddivisi in tre categorie. Nella terza categoria, che può essere utilizzata per la produzione di alimenti per animali, sono incluse le parti di animali macellati che potrebbero essere utilizzate per il consumo ma non hanno un mercato (domanda commerciale assente o quasi nulla). Queste parti sono le ossa, il grasso, la cotenna e simili. Sono però incluse anche le parti di animali macellati che vengono respinte perchè non sono appetibili, anche se non presentano ancora segni di malattie trasmissibili come quelli della prima categoria (rifiuti a rischio ai sensi del regolamento (CE) no. 1774/2002). Altre parti utilizzabili sono: pelli, zoccoli, corna, peli, pellicce, setole di suini, piume e gusci d’uovo.

Scarti di macellazione e cereali sono gli ingredienti del pet food industriale!

In buona sostanza, la parte del muscolo, ovvero la carne, di cui un cane o un gatto ha bisogno per la sua alimentazione, non viene praticamente mai utilizzata. Il cibo secco, inoltre, è costituito per la maggior parte della sua massa da cereali (pianta intera). Questi ultimi, non essendo un alimento per gli animali carnivori, rappresentano una vera e propria minaccia per la salute di cani e gatti, in quanto provocano l’aumento della permeabilità intestinale, consentendo a molti agenti patogeni di insediarsi nel sangue, nei tessuti e negli organi vitali dell’animale. Il cereale rappresenta una fonte di energia inadatta anche per il fatto che l’organismo di cani e gatti non è dotato dell’enzima per la corretta digestione di tale sostanza, costringendo così il sistema immunitario ad intervenire per l’eliminazione di una quantità enorme di materia fecale. Con il tempo, l’animale si indebolisce sempre di più. Il proprietario non se ne accorge poichè il deperimento avviene in modo lento ed è attribuito all’avanzamento della vecchiaia dell’animale.

Dietro ad una bella etichetta o un imballaggio accattivante e molte pubblicità che mostrano cani e gatti felici e vivaci, il mangime per animali domestici prodotto dalle grandi industrie che troviamo in commercio è in effetti un miscuglio di rifiuti e riempitivi inadatti per la natura fisiologica di cani e gatti. Essi riescono a manifestare una apparente vitalità e a sopravvivere per mezzo degli additivi sintetici che sono aggiunti a tali mangimi. In una grande maggioranza di casi, tuttavia, l’animale manifesta patologie anche gravi nel medio termine, come per esempio insufficienza renale, calcoli, allergie, intolleranze, tumori e via dicendo.

Fast food con additivi per l'animale

Quelli indicati nel capitolo precedente sono gli ingredienti del mangime per animali domestici prodotto dalle industrie. Dal momento che questo non è proprio così appetitoso, il tutto viene ancora massicciamente insaporito con delle sostanze chimiche. Il percorso del mangime fino alla ciotola si sviluppa in questo modo: i rifiuti di macellazione devono essere trasportati in un impianto di smaltimento per mangimi animali da cui la fabbrica di cibo per cani e gatti ricava le materie prime. Il tutto giunge poi sugli scaffali dei negozi dopo aver subito un processo di sofisticazione che rende questi rifiuti appetibili ed esteticamente gradevoli.

Esperimenti chimici

A questo punto dovrebbe essere chiaro a chiunque che una simile procedura richieda una certa quantità di tempo per elaborare delle materie prime di origine animale che si deteriorano rapidamente. Al mangime viene quindi applicata una “maschera” costituita, tra l’altro, da un patrimonio di sostanze chimiche legalmente ammesse: coloranti, aromi, esaltatori di sapidità, enzimi, vitamine, conservanti, leganti, antiagglomeranti, coagulanti, emulsionanti, stabilizzanti, addensanti e gelificanti, così come regolatori di acidità. Complessivamente, nella produzione di mangime per animali domestici, sono ammesse oltre duecento sostanze, e tra questi anche i farmaci.

Tra le altre cose, c’è anche il tanto contestato acido citrico, contenuto ancora nelle bibite per noi esseri umani e che tuttavia distrugge i denti, oltre a contribuire all’assorbimento di alluminio nel cervello.

È persino consentito l’uso di un sostituto tecnologico della carne, chiamato “cotoletta al metano” che, come suggerisce il nome, è realizzato a base di gas naturale.

Gli esaltatori di sapidità “devono” essere inseriti nel cibo, altrimenti l’animale domestico non si prodigherebbe con tanto ardore nel momento in cui si apre il “delizioso” cibo in scatola, ed il suo proprietario non rimarrebbe stupefatto della reazione “positiva” del suo cane o gatto. Tra l’altro, tutti questi “ingredienti” non devono essere obbligatoriamente indicati sull’etichetta.

Hans-Ulrich Grimm, noto giornalista tedesco specializzatosi sul cibo prodotto industrialmente, ha descritto nel dettaglio tutto ciò in un libro il cui titolo non poteva essere migliore: “I gatti comprerebbero topi”.

La nota rivista tedesca “Der Spiegel” (vedi articolo “Mangimi per animali domestici che stimolano la fame!” su Animalisani.ch) riporta che l’industria alimentare per animali da compagnia vuole trovare nuovi additivi con i quali può aumentare artificialmente l’appetito di cani e gatti. Gli enzimi della società danese Novozymes raddoppiano pressochè la fame di cani e gatti da laboratorio ai quali è stato offerto un cibo sperimentale. Per il loro impiego, gli enzimi vengono dotati di nomi altosonanti quali Protamex o Novo Pro D.

Lei e le sue consorelle non si dilettano esclusivamente nell’alimentazione animale, dove operano quali stimolatori dell’appetito. Protamex, per esempio, è una cosiddetta proteasi che convoglia le necessarie idrolisi delle proteine per la digestione. Sembra complicato, ma è molto semplice: L’enzima separa le proteine in modo tale che “le funzionalità, le proprietà nutrizionali e le caratteristiche del sapore della proteina” possano essere amplificate. Così si esprime il produttore Novozymes e sottolinea in quale campo viene utilizzato il Protamex: nell’industria alimentare.

Cane e proprietario si trovano sulla stessa barca!

Codici 'E' per il mangime in scatola

Nell’uso degli esaltatori di sapidità e innumerevoli altri additivi è noto che i produttori sono soggetti ai requisiti in materia di etichettatura a cui si devono conformare anche con il cibo per gli esseri umani, sia sotto forma di nomi reali che con i loro rispettivi codici “E” (p.es. E600-E699 per gli esaltatori di sapidità). Spesso l’uso o la presenza di enzimi nel processo di produzione non è solo naturale, ma persino necessario: Il formaggio, per esempio, non esce senza la scissione degli enzimi nelle proteine, perché non si materializzerebbe. Quando tali enzimi sono coinvolti nel processo di produzione, ma non sono più attivi nel prodotto finito, vengono chiamati coadiuvanti tecnologici. Essi non devono essere dichiarati. Se invece sono ancora attivi nel prodotto finito, sono considerati additivi sottoposti all’obbligo di dichiarazione, perché non fungono da esaltatore di sapidità sul prodotto, ma bensì su di noi consumatori.

Cane affamato

Il cane Baldo ed il gatto Gastone sono probabilmente incapaci di gestire la sazietà di fronte alla presenza di un gusto così fortemente intensificato, al contrario di noi persone razionali che abbiamo la scelta di non lasciarci condizionare dagli additivi chimici che ci fanno mangiare più di quanto sia realmente necessario. Nei nostri coinquilini animali
interviene il noto meccanismo di condizionamento del cane pavloviano: Mangeranno ancora solo ciò che ha un sapore più intenso rispetto agli altri alimenti (persino quelli freschi e naturali). Di tanto in tanto ci ritroviamo irritati, quando per esempio ai nostri figli non piacciono le fragole, perchè non hanno abbastanza gusto di fragola. Di solito conoscono quasi esclusivamente il sapore di fragola intenso, utilizzato principalmente in gelati, yogurt, ecc. che si ottiene dalla corteccia degli alberi. Sono sapori molto “fragolosi”.

Riponiamo la nostra fiducia in mano a contendenti del mercato globale?

Questo è il progresso, e non si ferma di certo davanti agli sviluppatori di mangime appetitoso per animali da compagnia: Da anni, le aziende alimentari si contendono il cibo in scatola per gli animali, rendendoli sempre più attraenti rispetto alla concorrenza. Possibili effetti indesiderati: in Germania si registra un sovrappeso già ogni secondo animale domestico, che corrisponde quasi esattamente al tasso di persone adulte in sovrappeso nello stesso Paese.

Roman Kolar dell’Associazione tedesca per la protezione degli animali ha quindi detto a alla rivista Der Spiegel: “Nel cibo per animali deve trattarsi di equilibrio e non di sovralimentazione.” Kolar auspica pertanto l’etichettatura obbligatoria degli enzimi stimolanti dell’appetito.

Una misura che, almeno per la prima volta, potrebbe salvaguardare il portafoglio se il cane Baldo ed il gatto Gastone avessero continuato con la dieta MLM, più conosciuta col termine: “Mangia la metà”. Tra i motivi più importanti che spingono una persona a comprarsi un cane, tra l’altro, troviamo il fatto che in questo modo si manterrebbe attivo e in forma.

Naturalmente, funziona solo quando il cane non deve rotolare!

C’è inoltre la questione del perché dovremmo fidarci delle aziende industriali per la nutrizione dei nostri cani e gatti, quando queste vogliono già venderci per “salutari” tutta una vasta gamma di prodotti denaturati e completamente pompati con zucchero, grassi a basso costo e glutammato e, dove sia possibile, raffinati dall’ingegnieria genetica o imitazioni. Anche se ci sono un sacco di scienziati che vogliono farci credere che la carne, le ossa e le interiora sono malsane per il cane o il gatto, così ogniuno dovrebbe chiedersi, se egli stesso ed i suoi bambini si nutrirebbero esclusivamente con i cibi pronti (fast food) delle aziende Nestlé, Mars e compagnia bella, per tutta la loro vita.

Esistono anche le idee intelligenti

Dalla necessità, dopo che un cane salvato dalla Spagna non rivoleva più il mangime pronto, nasceva l’idea di Birgitta Ornau di preparare da sola il cibo per il suo nuovo coinquilino. Quando il cane Minou riceve il suo cibo, la sua proprietaria si concede una leccatina alla forchetta. Disgustoso? No di certo! Perché questo cibo l’ha fatto lei stessa e vuole sapere che gusto ha. “Come una bolognese leggermente condita”, dice. Ed è diventata un’idea imprenditoriale. Il suo macellaio di fiducia è diventato partner e oggi, con nove dipendenti, realizza 40 varietà del suo cibo e la sua azienda continua a crescere.

Sulla stessa base del cibo preparato in casa, nel 2001 Michel Jüstrich fonda in Svizzera l’azienda ANiFiT, di cui il gruppo Animalisani.ch propone i prodotti.

L'ultimo scandalo del pet food è ben lungi dall'essere superato

Già nel 2007, la Royal Canin si è presa il pagamento di una multa. Attraverso l’integrazione di un concentrato riso-proteico e melamina, si sono verificate morti presunte negli animali domestici. L’azienda ha poi ritirato dal mercato il prodotto.

Ma ci sono stati anche altri casi:

Un caso di troppa vitamina D, con conseguenti danni renali a cani e gatti, ha portato un avvocato canadese ad intentare una causa, che è poi stata accolta. Eccone un estratto:

Royal Canin pet food were issued with a law suit suing them for $60 M in a class action by pet owners in March 2007 in which the pet owners claim that their cats or dogs developed kidney failure or died because Royal Canin has far too much Vitamin D in it. The lawyer suing Royal Canin in a class action by pet owners against Royal Canin pet food is Joel Rochon, a lawyer in Toronto. He is also suing Menu Foods who make pet food for Purina, Hills, Iams and many other pet food companies in America after cats and dogs developed kidney failure and many died after eating the food in March 2007.

Solo pochi giorni prima, la Royal Canin era già al centro di discussioni per aver aver sostenuto una manifestazione di segugi addestrati a cacciare un orso in catene (vedi il video diffuso dall’organizzazione “Four Paws”). A quanto pare, in Ucraina, i cani vengono addestrati alla caccia dell’orso in modo illegale. Il produttore di pet food Royal Canin ha sostenuto finanziariamente l’evento e si è scusato per questa sponsorizzazione “non intenzionale”.

Che non possa esistere un “cibo secco naturale” per i gatti, è chiaramente spiegato qui.

Le aziende che vendono alimenti per animali, sono anche quelle che permettono la sperimentazione sugli animali – piuttosto grottesco, vero?

Vivisezione e sperimentazione animale sui cani

Molti produttori di mangimi per animali mantengono laboratori all’estero o collaborano con le università straniere. Così, per esempio, a seguito della sperimentazione degli alimenti, viene aperta la pancia dei cani per prelevare dei campioni dal loro intestino, spesso più volte in successione, secondo i vari test di alimentazione. Oppure si prova, se l’alimentazione di una dieta per i reni porta vantaggi, dopo aver indotto artificialmente dei danni ai reni in soggetti di cani giovani e sani.

In questo modo nessuno, e certamente non il proprietario di un animale domestico, capisce che molti produttori consentono anche la sperimentazione sugli animali.

Pubblicità con scene simpatiche di animali felici

Quasi nessun proprietario di animali è consapevole del fatto che le aziende che mostrano ampie campagne pubblicitarie con immagini graziose di animali giocherelloni, carini e soprattutto felici, altrove tormentano molti altri animali da laboratorio con i loro esperimenti. I mangimi di qualità per animali sono generalmente equilibrati ed i veterinari constatano raramente dei dimagrimenti o delle carenze nutrizionali a causa dei carenze nei mangimi finiti. Ciò nonostante, vengono continuamente condotte sperimentazioni sugli animali. Prontamente vengono modificati colori, grandezze e forme o sapore del mangime. Vengono integrate e mischiate nuove sostanze che portano con sè dei nomi pieni di fantasia e di cui dopo poco tempo nessuno più ne parla.

Pubblicità pet food

Recentemente vengono proposti alimenti per determinate razze. Invece di individuare i problemi correlati all’allevamento, come i problemi ai peli dei gatti persiani, alla pelle, alla digestione e molti altri problemi comuni come quelli della displasia nel pastore tedesco che appartengono allo “standard della razza” quali vulnerabilità conosciute di determinate razze, i proprietari vengono indotti a risolvere tali problemi di salute con un mangime speciale che in realtà, però, nel tempo li aumenta.

Nessun proprietario di animali vorrebbe vedere il proprio amico a 4 zampe senza un legame famigliare, vivere per tutta la vita in un canile o vegetare nelle gabbie metaboliche di un laboratorio. Si riesce a stento ad immaginarsi questo tipo di vita monotona e di limitazione nei movimenti che alcuni cani e gatti sono costretti a sopportare ogni giorno. Su molti di loro vengono inoltre inflitte procedure sperimentali dolorose. Per favore, aiutate ad abolire il mangime industriale per animali e la sperimentazione.

Forse è una falsa speranza – alla fine di questo post io vi invito comunque a ripensare il vostro comportamento nell’acquisto dei mangimi per animali!

Fonte: Netzfrauen – Movimento per la tutela dell’ambiente e la giustizia sociale
Articolo originale: Nestlé und Mars: Das große Geschäft mit den Haustieren – “Hungeranregendes Haustierfutter – inklusive Zusatzstoffe”. Autore: Lisa Natterer.
Traduzione italiana a cura di Animalisani.ch

Scritto da Animalisani.ch